Sfondo scuro Sfondo chiaro

Stati Uniti, disoccupazione in salita a novembre 2025

A novembre il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito al 4,6%, sopra le attese. Nello stesso mese i nuovi posti di lavoro creati sono stati 64 mila. Sondaggi PMI registrano un rallentamento della fase di espansione del settore privato.

A novembre 2025 il mercato del lavoro negli Stati Uniti ha mostrato segnali contrastanti. La crescita dell’occupazione è stata pari a 64 mila unità, un risultato migliore rispetto alla forte contrazione di ottobre e superiore alle attese di mercato. Gli incrementi occupazionali si sono concentrati nei settori della sanità e delle costruzioni, mentre il governo federale ha continuato a ridurre il numero di addetti.

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito al 4,6%, superando le previsioni e raggiungendo il livello più elevato dal settembre 2021. Il numero dei disoccupati, pari a 7,8 milioni, e il livello complessivo dell’occupazione sono rimasti sostanzialmente stabili, così come il tasso di partecipazione alla forza lavoro. L’indicatore U-6 è aumentato, riflettendo la crescita del lavoro part-time involontario. Infine, la crescita salariale ha rallentato al 3,5%, il ritmo più contenuto dal maggio 2021.

Pubblicità

Regno Unito, disoccupazione sale a ottobre ma in linea con le attese.

Nel trimestre fino a ottobre 2025 il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è salito al 5,1%, in linea con le attese di mercato e in aumento rispetto al 5,0% precedente. Si tratta del livello più alto dal periodo concluso a marzo 2021. I disoccupati sono cresciuti di 158 mila unità, raggiungendo 1,832 milioni, con aumenti in tutte le durate di disoccupazione. L’occupazione complessiva è diminuita di 16 mila unità a 34,226 milioni, per il secondo trimestre consecutivo, soprattutto per la riduzione dei posti a tempo pieno. In lieve aumento i lavoratori con un secondo impiego, al 3,8%, occupazionale complessivo.

Germania, indice fiducia investitori migliora a fine anno.

A dicembre 2025 l’indicatore ZEW sul sentiment economico tedesco è salito nettamente a 45,8, il livello più alto degli ultimi cinque mesi e ben oltre le attese. Il miglioramento ha interessato soprattutto il settore automobilistico e altri comparti orientati all’export, come chimica, farmaceutica e metallurgia. Secondo il presidente dello ZEW, le aspettative riflettono maggior fiducia dopo tre anni di stagnazione, sostenuta da una politica fiscale espansiva. Tuttavia, la ripresa resta fragile. In contrasto, l’indicatore delle condizioni attuali è peggiorato a -81, il minimo da maggio, segnalando difficoltà ancora diffuse nell’economia reale.

Stati Uniti, vendite al dettaglio piatte a ottobre 2025.

Nel mese di ottobre 2025 le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono rimaste stabili rispetto a settembre, dopo un dato precedente rivisto al rialzo dello 0,1%, risultando inferiori alle attese di mercato. Il quadro appare però più solido considerando le vendite core, escluse ristorazione, auto, materiali da costruzione e carburanti, utilizzate per il calcolo del PIL, che sono cresciute dello 0,8%, recuperando dal calo di settembre e superando nettamente le previsioni. Su base annua, le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del 3,5%, segnalando una domanda dei consumatori complessivamente resiliente nonostante il rallentamento congiunturale nel periodo analizzato attuale.

Sondaggi PMI, a dicembre il settore privato rallenta il passo.

La fase di espansione continua ma il ritmo continua a rallentare. Questo in estrema sintesi il messaggio delle stime flash dei sondaggi PMI di dicembre 2025. Vediamo le principali aree economiche.

Giappone. Settore privato ancora in zona espansione a dicembre, si tratta del nono mese consecutivo con il PMI composite sopra la soglia dei 50 punti. A tenere accesa la fiamma dell’espansione sono i servizi (anche se in rallentamento), mentre la manifattura si conferma in zona contrazione. Segnali misti vengono raccolti dal sondaggio: gli ordini dall’estero continuano ad indebolirsi, mentre l’occupazione sale ai massimi da maggio 2024. Sul fronte dei prezzi continua la fase inflattiva, con la componente del sondaggio che tocca i massimi da otto mesi a questa parte.

India. Nel dicembre 2025 il PMI composite dell’India è sceso a 58,9, minimo da febbraio, per il rallentamento di manifattura e servizi. I nuovi ordini sono diminuiti, mentre l’export è migliorato. L’occupazione è rimasta stabile. Le pressioni sui prezzi sono state contenute. La fiducia resta positiva ma in calo nel breve periodo.

Eurozona. Dopo sei mesi di miglioramento consecutivi, il PMI composite dell’area Euro rallenta a dicembre 2025. L’indicatore rimane in zona espansione (primo anno del dopo pandemia sempre sopra quota 50) ma scende ai minimi da tre mesi. La manifattura rimane ancora in zona contrazione, peggiorando rispetto a ottobre. Mentre il settore dei servizi continua a trainare l’economia dell’area, ma con meno forza. Il sondaggio registra un aumento della pressione sui prezzi, sia per quelli di vendita che per quelli di produzione. Da segnalare il ritorno in zona espansione della manifattura francese, mentre quella tedesca resta in contrazione e peggiora rispetto al mese precedente.

Gran Bretagna. Il sondaggio PMI composite inglese batte le attese e rimane in zona espansione per l’ottavo mese consecutivo. Bene i servizi, ma bene soprattutto la manifattura che tocca il massimo a un anno. Tornano a crescere le esportazioni e gli ordini registrano il miglior risultato a 14 mesi. Segnali di pressione sul fronte dei prezzi, con quelli di vendita che toccano il massimo da agosto scorso.

Image by Bruce Emmerling

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Conti pubblici: gli Stati Uniti stanno peggio dell'Italia?

Post successivo

Gran Bretagna, inflazione rallenta a novembre 2025, via libera per la BoE

Pubblicità