A gennaio 2026 la spesa personale negli Stati Uniti è aumentata dello 0,4% su base mensile, pari a circa 81,1 miliardi di dollari, replicando il ritmo registrato a dicembre e superando leggermente le attese del mercato (+0,3%). La crescita è stata trainata soprattutto dalla componente dei servizi, aumentata di 105,7 miliardi, mentre la spesa reale, corretta per l’inflazione, è salita solo dello 0,1%, segnalando una dinamica dei consumi ancora moderata.
Nello stesso periodo il reddito personale è cresciuto dello 0,4%, dopo il +0,3% di dicembre e sotto le aspettative di un aumento dello 0,5%. L’incremento è stato sostenuto principalmente dall’aumento delle retribuzioni, pari a 83,7 miliardi di dollari. Il reddito disponibile è invece salito dello 0,9%, accelerando rispetto al +0,3% del mese precedente, mentre il reddito disponibile reale è aumentato dello 0,7% dopo la stagnazione di dicembre.
Sul fronte dei prezzi, l’indice core PCE — la misura d’inflazione preferita dalla Federal Reserve — è cresciuto dello 0,4% su base mensile e del 3,1% su base annua, il livello più alto degli ultimi due anni. Parallelamente, l’economia statunitense ha registrato nel quarto trimestre del 2025 una crescita annualizzata dello 0,7%, inferiore alle stime preliminari e frenata dalla revisione al ribasso di consumi, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni.
Gran Bretagna, economia in stallo a gennaio 2026.
A sorpresa l’economia britannica non cresce nel mese di gennaio 2026. La variazione mensile del PIL rimane a zero, con un calo dell’output industriale (-0,1% con la manifattura cresciuta di un decimo) e lo stallo del settore servizi. Le attese erano per una crescita dello 0,2%. Su base trimestrale la crescita sale al +0,2%, un decimo in meno delle attese ed uno in più del riferimento precedente. Su base tendenziale la variazione si ferma allo 0,8%, secondo rilevamento consecutivo sotto l’unità e un decimo in meno rispetto alle attese.
Cina, crescita prestiti al settore privato rallenta a febbraio 2026.
Nel mese di febbraio 2026 i nuovi prestiti erogati al settore privato cinese sono cresciuti meno delle attese e del riferimento precedente: +900 miliardi di yuan, 78 miliardi in meno delle attese. La crescita annua dei prestiti scende al 6%, un decimo in meno rispetto al mese precedente.
Eurozona, secondo mese di calo consecutivo per la produzione industriale a gennaio 2026.
Nel mese di gennaio 2026 la produzione industriale nell’area Euro è scesa per il secondo mese consecutivo, evidenziando un periodo di debolezza. La variazione mensile è del -1,5%, peggior dato da aprile del 2025 e molto peggio delle attese del mercato (-0,6%). Su base tendenziale la crescita dell’output torna in territorio negativo per la prima volta da gennaio dell’anno scorso: -1,2%, peggior dato da dicembre 2024 e in netta controtendenza rispetto alle attese (+1,4%).
Stati Uniti, crescita zero per gli ordini di beni durevoli nel mese di gennaio 2026.
Nel gennaio 2026 i nuovi ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono rimasti invariati su base mensile, dopo la revisione al ribasso del calo dello 0,9% registrato a dicembre e in contrasto con le attese di mercato che prevedevano un aumento dell’1,2%. Gli incrementi negli ordini di metalli primari, computer e prodotti elettronici (entrambi +0,8%) e prodotti in metallo lavorato (+0,6%) sono stati compensati da flessioni nei beni capitali (-1,1%), nei mezzi di trasporto (-0,9%) e nelle apparecchiature elettriche (-0,6%). Al netto dei trasporti gli ordini crescono dello 0,4%, mentre quelli di beni capitali non difesa esclusi gli aerei restano stabili, segnalando cautela negli investimenti delle imprese.
Stati Uniti, fiducia dei consumatori cala a marzo 2026.
A marzo 2026 l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso a 55,5, in calo rispetto al 56,6 di febbraio ma leggermente sopra le attese di mercato (55), secondo i dati preliminari. Si tratta del livello più basso degli ultimi tre mesi, influenzato, anche se solo parzialmente, dalle preoccupazioni legate al conflitto militare tra Stati Uniti e Iran. L’aumento dei prezzi della benzina ha avuto l’impatto più immediato sui consumatori, mentre resta incerto l’effetto su altri prezzi. Le aspettative di inflazione a un anno restano al 3,4%, mentre quelle di lungo periodo scendono al 3,2%.
Stati Uniti, offerte di lavoro sopra le attese a gennaio 2026.
Nel gennaio 2026 le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono salite a 6,946 milioni, in ripresa rispetto al minimo da oltre cinque anni di 6,550 milioni registrato nel mese precedente e sopra le aspettative del mercato, ferme a 6,7 milioni. La crescita è stata trainata soprattutto dai settori del tempo libero e dell’ospitalità, con 1,041 milioni di posizioni aperte, e dai servizi privati di istruzione e sanità. Anche le assunzioni hanno mostrato un lieve aumento, passando da 5,272 a 5,295 milioni. Le separazioni complessive sono rimaste sostanzialmente stabili a 5,1 milioni, mentre il numero di dimissioni volontarie si è mantenuto intorno ai 3,1 milioni.
Canada, occupazione in calo a febbraio 2026.
Nel febbraio 2026 il tasso di disoccupazione in Canada è salito al 6,7%, in aumento rispetto al 6,5% registrato il mese precedente, che rappresentava il livello più basso degli ultimi sedici mesi, e leggermente superiore alle attese degli analisti (6,6%). Dopo il calo osservato a gennaio, il numero di disoccupati è cresciuto di 56.700 unità, superando quota 1,51 milioni. Parallelamente, la forza lavoro si è ridotta di circa 27.200 persone, determinando una lieve flessione del tasso di partecipazione, sceso dal 65,0% al 64,9%.
Foto di Bruce Emmerling







