Nel quarto trimestre del 2025 l’economia dell’Eurozona ha registrato una crescita dello 0,3% su base trimestrale, in linea con il trimestre precedente e leggermente superiore alle attese di mercato. Il risultato riflette andamenti differenziati tra le principali economie. La Spagna ha guidato l’espansione con la crescita più sostenuta dell’ultimo anno, superando le previsioni grazie al rafforzamento dei consumi delle famiglie e degli investimenti fissi. I Paesi Bassi hanno mostrato una performance solida, trainata soprattutto dalle esportazioni. Germania (ritorno alla crescita) e Italia hanno entrambe registrato un incremento dello 0,3%, oltre le stime, mentre la Francia si è fermata allo 0,2%, segnando il ritmo trimestrale più debole dal primo trimestre del 2025. Su base annua, il PIL dell’Eurozona è cresciuto dell’1,3%, sopra le attese. Nel complesso del 2025 la crescita ha raggiunto l’1,5%, migliorando nettamente rispetto al 2024 e superando le proiezioni della Commissione europea.
Eurozona, disoccupazione in calo a dicembre 2025.
A dicembre 2025 il tasso di disoccupazione dell’Area Euro, destagionalizzato, è sceso per il secondo mese consecutivo, tornando sui minimi storici di fine 2024, vale a dire al 6,2%. Le attese erano per una lettura stabile al 6,3%. Il numero dei disoccupati si è ridotto di 61.000 unità, attestandosi a 10,792 milioni. Anche la disoccupazione giovanile è diminuita marginalmente, passando al 14,3%. Tra le principali economie, Germania e Paesi Bassi hanno registrato i livelli più bassi, mentre Spagna, Francia e Italia quelli più elevati. Su base annua il tasso resta sostanzialmente stabile. Nell’intera UE la disoccupazione si è mantenuta al 5,9%.
Giappone, numeri misti per l’economia a dicembre 2025.
Numeri non positivi per il Giappone in questo ultimo venerdì di gennaio. La produzione industriale registra il secondo mese di calo consecutivo, seppur con un ritmo più moderato del mese precedente e delle attese. A dicembre 2025 la variazione mensile dell’output è stata del -0,1%. Su base annua torna il sereno rispetto a novembre, con un +2,6% che è il miglior risultato in tre mesi.
Diffusi oggi anche i numeri relativi alle vendite al dettaglio. A dicembre 2025 la variazione mensile è stata del -2%, primo segno meno da agosto scorso e peggior risultato da agosto del 2021. Su base annua la flessione è dello 0,9%, peggio delle attese e primo segno meno da agosto 2025. Non un problema di domanda debole, ma il buon andamento dei salari ha fatto anticipare gli acquisti di fine anno.
Infine la disoccupazione: a dicembre si conferma stabile al 2,6%.
Spagna e Germania, per inflazione letture miste a gennaio 2026.
Arrivano i primi numeri sull’andamento dei prezzi ad inizio 2026 nell’area Euro. In Spagna l’inflazione è scesa al 2,4% su base annua dal 2,9% di dicembre, risultando leggermente superiore alle attese ma segnando il terzo rallentamento consecutivo e il livello più basso da giugno 2025. La moderazione è stata favorita da un incremento più contenuto dei prezzi dell’elettricità e dal calo dei costi di carburanti e lubrificanti, in controtendenza rispetto all’anno precedente. L’inflazione core si è attestata al 2,6%, massimo dell’ultimo anno. Per l’indice armonizzato UE, i prezzi sono cresciuti del 2,5% su base annua, leggermente sopra le attese ma in calo rispetto al mese precedente, mentre su base mensile il CPI armonizzato ha registrato una flessione dello 0,7% (primo segno meno da sei mesi e maggior calo da luglio 2024).
L’inflazione annua in Germania è salita al 2,1%, dal minimo di 15 mesi dell’1,8% registrato a dicembre, risultando leggermente superiore alle attese. Anche l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) si è attestato al 2,1%, mantenendosi in prossimità dell’obiettivo del 2% della BCE. L’aumento è stato trainato soprattutto dall’accelerazione dei prezzi dei beni, in particolare alimentari, nonostante un calo più marcato dei costi energetici. L’inflazione dei servizi ha invece rallentato, attenuando le pressioni di fondo. L’inflazione core è salita al 2,5%, dopo aver toccato a dicembre il livello più basso degli ultimi quattro anni.
Eurozona, lettura stabile a dicembre 2025 per le aspettative di inflazione dei consumatori.
A dicembre 2025 le aspettative di inflazione a 12 mesi dei consumatori nell’Eurozona sono rimaste stabili al 2,8%, mentre quelle su orizzonti più lunghi hanno mostrato un lieve aumento. In particolare, le aspettative a tre anni sono salite al 2,6% e quelle a cinque anni al 2,4%. Anche il livello di incertezza sulle attese di breve periodo è rimasto invariato. Persistono differenze tra gruppi socio-demografici: i nuclei a reddito più basso continuano a percepire e attendersi un’inflazione leggermente più elevata rispetto ai gruppi a reddito più alto, sebbene le dinamiche siano simili. I giovani riportano livelli inferiori rispetto alle fasce d’età più mature.
Stati Uniti, prezzi alla produzione salgono oltre le attese a dicembre 2025.
Nell’ultimo mese del 2025 i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono saliti dello 0,5% su base mensile, tre decimi oltre le attese e massimo da settembre scorso. La componente core sale dello 0,7% dopo la lettura piatta di novembre; cinque decimi oltre le attese del mercato. Al netto di energia, alimentari e commercio, la variazione mensile è stata dello 0,4%, mentre su base annua l’incremento tocca il 3,5%, massimo da maggio scorso. Si tratta di numeri che fanno pensare a nuove pressioni inflazionistiche in arrivo sui consumatori statunitensi, al netto di ulteriori problemi che potrebbero essere causati da un dollaro debole. Argomenti che non mancheranno di togliere il sonno al governatore in pectore della Fed, Kevin Warsh.
Canada, economia a rischio contrazione nel quarto trimestre 2025.
Secondo una stima flash dell’istituto di statistica del Canada, il PIL basato sull’industria è cresciuto dello 0,1% a dicembre, dopo la stagnazione di novembre; un risultato al di sotto delle attese degli analisti. Si tratta di un dato che proiettato su base trimestrale indica una contrazione dell’attività economica a un ritmo annualizzato dello 0,5% nel quarto trimestre 2025. La Banca del Canada prevede tuttavia una crescita complessivamente piatta, in attesa dei dati completi sul PIL dal lato della spesa, che saranno pubblicati il 27 febbraio prossimo.
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