In Canada la banca centrale ha mantenuto invariati i tassi di interesse, con il riferimento al 2,25%, confermando un orientamento prudente in un contesto caratterizzato da elevata incertezza globale. Le prospettive per l’economia canadese e mondiale restano sostanzialmente in linea con il Monetary Policy Report di ottobre, ma risultano vulnerabili alle politiche commerciali statunitensi e ai rischi geopolitici.
La crescita globale è attesa intorno al 3%, con un’economia USA ancora robusta, l’area euro sostenuta dai servizi e dalla politica fiscale, e un rallentamento graduale della Cina.
In Canada, le restrizioni commerciali USA continuano a pesare su export e crescita, che nel breve periodo dovrebbe rimanere modesta. Il PIL è previsto all’1,1% nel 2026 e 1,5% nel 2027. L’inflazione è risalita temporaneamente al 2,4%, ma le misure core sono scese verso il 2,5% e dovrebbero restare vicino al target del 2%. La Banca resta pronta ad agire se lo scenario dovesse mutare.
Australia, inflazione risale a dicembre 2025
L’inflazione annua in Australia è salita al 3,8% a dicembre 2025, dal minimo trimestrale del 3,4% di novembre, superando le attese di mercato (3,6%) e restando sopra l’obiettivo della RBA del 2–3%. L’aumento è stato trainato soprattutto dai servizi, che hanno raggiunto un massimo biennale al 4,1%, spinti da viaggi, alloggi e affitti. Anche i beni hanno mostrato un lieve rialzo, influenzati dall’accelerazione dei costi dell’elettricità dopo la scadenza di alcuni sussidi. Le pressioni sui prezzi restano diffuse tra i principali comparti. L’indice “trimmed mean” – al netto delle fluttuazioni più accentuate – è salito al 3,3% annuo, mentre su base mensile l’indice ha registrato un aumento dell’1,0%.
Germania, fiducia dei consumatori migliora a inizio 2026.
L’indicatore GfK sulla fiducia dei consumatori in Germania è salito a -24,1 punti a fine gennaio 2026, migliorando dal minimo di quasi due anni (-26,9) e superando le attese di mercato. Il recupero è stato sostenuto soprattutto dal forte rimbalzo delle aspettative di reddito e dal netto miglioramento delle prospettive economiche, segnali di un allentamento delle pressioni sulle famiglie. È aumentata anche la propensione all’acquisto, mentre l’inclinazione al risparmio si è leggermente ridotta dai massimi storici. Nonostante il progresso, il livello del clima resta contenuto e, come sottolineato dai curatori del sondaggio, la ripresa appare fragile a causa di tensioni geopolitiche e incertezze sul commercio internazionale.
India, produzione industriale in crescita a dicembre 2025.
La produzione industriale in India è cresciuta del 7,9% su base annua a dicembre 2025, accelerando rispetto al +7,2% rivisto del mese precedente e superando nettamente le attese di mercato (5,5%), registrando il ritmo più sostenuto da ottobre 2023. Il dato attenua i timori di un rallentamento strutturale legato all’inasprimento dei dazi statunitensi, nonostante l’aumento dei costi energetici per i produttori. La crescita è stata trainata soprattutto dal manifatturiero, che rappresenta oltre tre quarti della produzione totale, mentre si è rafforzata anche l’attività nei settori minerario ed elettrico. Nel complesso, il quadro conferma una solida dinamica dell’industria indiana a fine anno.
Stati Uniti, effetto rendimenti governativi sul costo dei mutui.
Il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti è salito al 6,24% nella settimana conclusa il 23 gennaio, interrompendo una fase di quattro settimane di calo e risalendo dal minimo di settembre 2024. L’aumento dei tassi ha determinato una contrazione dell’8,5% delle domande di mutuo, dopo i forti rialzi delle settimane precedenti. In particolare, le richieste di rifinanziamento sono diminuite in modo marcato, mentre l’indice delle nuove richieste di acquisto ha registrato un lieve calo. Fanno eccezione i rifinanziamenti FHA, sostenuti da tassi più competitivi. Nel complesso, il mercato resta molto sensibile alle variazioni settimanali dei tassi.
Foto di Nadeem Saleem






