Letture tra lo stabile e il leggero miglioramento per la stima flash dei sondaggi PMI di gennaio 2026. Il settore privato rimane in zona di espansione nelle principali aree economiche, grazie alla forza del settore servizi e al ritorno della domanda estera. Vediamo qualche dettaglio.
Australia. Settore privato in espansione, con il PMI composite che tocca il massimo da aprile 2022, a quota 55,5 punti. Il settore servizi balza a 56 punti, mentre la manifattura consolida la fase di espansione grazie al ritorno degli ordini dall’estero. L’ottimismo delle imprese si concretizza in un miglioramento dell’occupazione, mentre sul fronte inflazione il sondaggio registra un raffreddamento della pressione sugli input del settore servizi, sebbene i costi di produzione della manifattura siano in crescita (elemento di preoccupazione). In raffreddamento anche la crescita dei prezzi di vendita.
Giappone. Massimo da agosto 2024 per il PMI composite giapponese. Il settore privato nipponico si consolida in zona di espansione (11° mese consecutivo), grazie al rafforzamento del settore servizi e al miglioramento della situazione ordini della manifattura. Anche qui si registra il ritorno degli ordinativi dall’estero (primo rialzo da marzo scorso). L’occupazione accelera significativamente, mentre sul fronte inflazione si nota un leggero calo dei prezzi di input e una risalita di quelli di vendita.
India. Lettura in rialzo anche per il PMI composite indiano, a segnare un tentativo di cambio di rotta dopo quattro letture consecutive in calo. La grande novità dei sondaggi di gennaio 2026 è la ripresa della domanda estera. Miglioramenti si osservano sia nel settore servizi sia nella manifattura, con poche variazioni sul fronte occupazionale. Pressioni inflazionistiche in aumento, sia sui costi di produzione (ancora storicamente bassi) sia sui prezzi di vendita (massimo a tre mesi).
Eurozona. Lettura stabile del PMI composite per l’economia dell’Eurozona, sotto le attese del mercato. Il blocco rimane l’unico tra le grandi aree economiche a non registrare miglioramenti complessivi. Il settore servizi resta in espansione ma rallenta marginalmente, mentre la manifattura torna sopra la soglia dei 50 punti. L’occupazione cresce a ritmi più lenti, mentre sul fronte inflazione si registra un aumento della pressione sui costi di produzione che si riflette anche su quelli di vendita. Il settore privato tedesco resta in espansione per l’ottavo mese consecutivo e il PMI composite raggiunge il massimo a tre mesi. La manifattura migliora, ma rimane ancora in zona di contrazione. In Francia, è il settore servizi a registrare una brusca frenata, mentre la manifattura sostiene il settore privato.
Gran Bretagna. A gennaio il PMI composite supera le attese e raggiunge il massimo da aprile 2024, a quota 53,9 punti. La manifattura, sostenuta anche dal ritorno della domanda estera, raggiunge il massimo da quasi un anno e mezzo. Numeri positivi anche per il settore servizi. Sul fronte occupazione la situazione resta orientata alla contrazione, mentre per i prezzi si registra un aumento della pressione sui costi di input e sui prezzi di vendita.
Giappone, inflazione frena a dicembre. BoJ lascia tassi invariati.
La Bank of Japan ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse di riferimento allo 0,75% nel primo incontro di politica monetaria del 2026, confermando il livello più elevato dei costi di finanziamento dal settembre 1995, alla vigilia delle elezioni anticipate di febbraio. La decisione, ampiamente attesa dai mercati, è stata approvata con un voto di 8 a 1: solo il consigliere Hajime Takata si è espresso a favore di un rialzo, mentre la maggioranza ha ritenuto equilibrati i rischi per crescita e inflazione. L’istituto ha ribadito che ulteriori aumenti restano possibili, dopo i due interventi restrittivi del 2025, qualora l’economia e i prezzi evolvano secondo le previsioni.
Nel rapporto trimestrale, la BoJ ha rivisto al rialzo la crescita del PIL per l’esercizio 2025 allo 0,9%, grazie all’accordo commerciale con gli Stati Uniti e a un ampio pacchetto di stimoli fiscali. Migliorate anche le stime per il 2026 e per l’inflazione core. E i numeri di dicembre sembrano confortare: l’inflazione annua è scesa sui minimi da marzo 2022, al 2,1%, mentre la componente core si è fermata al 2,5%, minimo da ottobre del 2024.
Gran Bretagna, a sopresa le vendite al dettaglio crescono a dicembre.
Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono aumentate dello 0,4% su base mensile a dicembre 2025, sorprendendo positivamente il mercato e invertendo il calo dello 0,1% di novembre. La crescita è stata trainata soprattutto dai rivenditori non fisici, con forti vendite online, in particolare nel comparto della gioielleria, sostenuto dalla maggiore domanda di metalli preziosi durante le festività. Incrementi contenuti si sono registrati anche nei supermercati e nei carburanti, mentre i negozi non alimentari hanno mostrato una contrazione. Su base annua, i volumi sono cresciuti del 2,5%, il ritmo più sostenuto da aprile. Nel complesso del 2025, il commercio al dettaglio è aumentato dell’1,3%.
Stati Uniti, indice fiducia consumatori Michigan migliora a gennaio.
A gennaio, la fiducia dei consumatori è salito di circa 3,5 punti, con aumenti diffusi tra redditi, età, istruzione e orientamento politico, pur rimanendo oltre il 20% sotto i livelli dell’anno precedente. Le preoccupazioni principali restano l’alto costo della vita e possibili debolezze del mercato del lavoro, mentre eventi internazionali incidono poco, eccetto le tariffe. Le aspettative d’inflazione a un anno sono scese al 4,0%, minimo dal 2025, ma sopra il 3,3% di allora; quelle a lungo termine sono leggermente aumentate a 3,3%. L’incertezza sulle aspettative a breve periodo rimane elevata, simile ai picchi del 2022.
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