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Cina, timidi segnali di ripresa dell’inflazione a novembre 2025

A novembre 2025 l’inflazione in Cina è risalita allo 0,7% su base annua, in linea con le attese. La componente core rimane sui massimi a due anni, ma i prezzi alla produzione continuano la fase di deflazione.

L’inflazionein Cina è risalita allo 0,7% su base annua a novembre 2025, in linea con le attese e ai massimi da febbraio 2024. Dopo dieci mesi di calo, i prezzi alimentari sono tornati a crescere, sostenuti dal rincaro di frutta e verdura fresche e dal rallentamento della discesa del prezzo del maiale. Anche l’inflazione non alimentare resta sostenuta, favorita dai programmi di sostituzione dei beni di consumo, con aumenti in abbigliamento, sanità ed educazione. Le abitazioni sono rimaste stabili, mentre i trasporti hanno registrato un ulteriore calo. L’inflazione core, al netto di cibo ed energia, è rimasta all’1,2%, il livello più alto da quasi due anni. Su base mensile, invece, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,1%, sorprendendo rispetto alle previsioni di un aumento e segnando la prima flessione in cinque mesi.

All’orizzonte, però, sono sempre le spinte deflazioniste a farla da padrone. I prezzi alla produzione, infatti, sono scesi del 2,2% su base annua a novembre 2025, segnando il 38° mese consecutivo di calo e un dato leggermente peggiore delle attese. La debole domanda interna e la forte concorrenza continuano a comprimere i margini. I prezzi dei beni di consumo hanno accelerato la discesa, soprattutto quelli durevoli, mentre alimentari e abbigliamento hanno registrato flessioni più contenute. Al contrario, i beni di uso quotidiano sono aumentati lievemente. Restano deboli anche i materiali di produzione, con cali diffusi nei settori dell’estrazione, delle materie prime e della lavorazione. Su base mensile, il PPI è salito dello 0,1%, come in ottobre.

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Stati Uniti, crescita costo del lavoro rallenta nel terzo trimestre 2025.

Negli Stati Uniti, salari e stipendi sono aumentati dello 0,8% nel terzo trimestre del 2025, in rallentamento rispetto al +1% del trimestre precedente. Il rallentamento ha interessato sia il settore privato sia quello pubblico locale. Su base annua, la crescita salariale è stata del 3,5%, appena sotto il 3,6% del secondo trimestre. Nel privato i salari sono saliti del 3,6%, mentre per i dipendenti pubblici l’aumento è stato del 3,5%. Nel complesso l’indice del costo del lavoro è cresciuto dello 0,8%, meno del trimestre precedente e lievemente sotto le attese.

Canada, banca centrale lascia invariati i tassi di interesse a dicembre 2025.

Come da attese la banca centrale canadese ha lasciato invariati i tassi di interesse, con il riferimento che rimane al 2,25%, minimo da giugno del 2021. L’inflazione si attesta su circa il 2%, con la componente core che resta all’incirca al 2,5 %. I dati economici recenti mostrano una crescita robusta: il PIL del terzo trimestre è cresciuto del 2,6% su base annualizzata, ben oltre le aspettative, segnalando un’economia in ripresa. Il mercato del lavoro è solido, con il tasso di disoccupazione in calo e nuovi posti di lavoro creati — fattori che riducono l’urgenza di ulteriori stimoli monetari. In attesa di valutare come evolveranno inflazione e condizioni economiche, il board ha deciso di mettersi in attesa.

Foto di PublicDomainPictures

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