Gli indicatori sulla fiducia dei consumatori nell’area Euro convergono nella lettura di fine marzo. Con i primi effetti sui prezzi dell’energia, la guerra in Medio Oriente frena l’ottimismo delle famiglie.
In Germania il sondaggio sulla fiducia dei consumatori curato dal GfK scende a -28 punti, quasi quattro punti in meno rispetto al mese precedente e due sotto le attese. Si tratta del peggior dato dal marzo del 2024, con la componente aspettative particolarmente colpita da questo ritorno di sfiducia. La prudenza emerge nei sottoindici: la propensione agli acquisti cala ulteriormente, quella al risparmio si mantiene elevata, mentre le aspettative sui redditti disponibili scendono per l’aspettativa di costi più elevanti per carburanti ed energia.
In Franca la fiducia dei consumatori scivola sui minimi da novembre scorso, mentre in Italia l’indice elaborato dall’ISTAT tocca il minimo da ottobre del 2023.
Eurozona, prestiti a settore privato in crescita anche a febbraio 2026, ma sotto le attese.
A febbraio 2026 i prestiti a famiglie ed imprese nell’area Euro sono cresciuti su base annua del 3,3%, un decimo in meno rispetto al mese scorso. I prestiti alle famiglie sono saliti del 3%, un decimo sotto le attese, mentre quelli alle imprese hanno registrato un incremento del 2,9%, un decimo in più rispetto al mese precedente.
Stati Uniti, sussidi di disoccupazione stabili.
La scorsa settimana le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state 210 mila, 5 mila in più della settimana precedente ma in linea con le attese del mercato. Il dato medio a quattro settimane scende a 210,5 mila unità, minimo da fine gennaio scorso. I sussidi continuativi, uno dei segnali della difficoltà di trovare reimpiego, sono calati di 32 mila unità, fermandosi a 1,819 milioni: sotto le attese e minimo da maggio del 2024.
Sud Africa, banca centrale lascia i tassi invariati.
Anche la banca centrale sudafricana decide di lasciare i tassi invariati nella sua prima riunione di questa primavera 2026. Il riferimento rimane al 6,75% per il secondo mese consecutivo. Il board sottolinea come l’inflazione sia al momento sotto controllo, ma la crisi in Medio Oriente proietta sui prossimi mesi nubi grigie. L’inflazione base, ora al 3%, è vista salire al 4% nel secondo trimestre del 2026, per poi gradualmente ritornare al 3% entro fine anno.
Foto di wal_172619






