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Il deficit commerciale degli Stati Uniti è tornato a crescere a novembre 2025

A sorpresa il deficit commerciale degli Stati Uniti è tornato a crescere a novembre 2025, con le esportazioni calate di oltre tre punti percentuali su base annua. Confermato aumento della produttività nell’ultimo trimestre 2025, ma non per la manifattura. Nell’area Euro bene fiducia settore privato e prestiti a famiglie e imprese.

A novembre 2025 il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato nettamente a 56,8 miliardi di dollari, il livello più elevato degli ultimi quattro mesi e ben superiore alle attese di mercato. Il peggioramento riflette un forte aumento delle importazioni, cresciute del 5% a 348,9 miliardi, trainate soprattutto da prodotti farmaceutici, computer e semiconduttori.

Allo stesso tempo, le esportazioni sono diminuite del 3,6% a 292,1 miliardi di dollari, penalizzate dal calo delle vendite di oro non monetario, farmaci e petrolio greggio. Il dato segna una brusca inversione rispetto al saldo particolarmente contenuto di ottobre, evidenziando un contributo negativo del commercio estero alla crescita economica.

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Eurozona, fiducia settore privato migliore delle attese a gennaio 2026

A gennaio 2026 l’Indicatore del Sentimento Economico (ESI) dell’Eurozona è salito a 99,4, superando nettamente le attese di mercato e raggiungendo il livello più alto da gennaio 2023. Il miglioramento è diffuso: i servizi registrano il valore più elevato dell’ultimo anno, la fiducia manifatturiera tocca il massimo da maggio 2023 e la fiducia dei consumatori il livello migliore da febbraio 2025. Parallelamente si attenuano le pressioni sui prezzi, con un calo delle aspettative di inflazione e dei prezzi di vendita industriali. L’ESI cresce in tutte le principali economie, guidato soprattutto da Francia e Germania.

Eurozona, ancora numeri in crescita per il credito al settore privato.

A dicembre 2025 il credito al settore privato dell’Eurozona ha continuato a crescere. I prestiti alle imprese sono saliti del 3% su base annua, raggiungendo il massimo storico di 5.324 miliardi di euro, segnale di un rafforzamento della domanda di finanziamenti produttivi. Anche il credito alle famiglie ha registrato un incremento del 3%, superando le attese di mercato e toccando 7.112 miliardi di euro. Nel complesso, la crescita dei prestiti a famiglie e società non finanziarie rallenta marginalmente al 3,3%, rispetto al 3,4% precedente, confermando tuttavia un quadro di ripresa graduale ma solida.

Stati Uniti, mercato del lavoro: sussidi di disoccupazione in calo e conferme su aumento produttività.

Negli Stati Uniti le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione rimangono sostanzialmente stabili, a quota 209 mila; leggermente sopra le attese e conferma di un mercato del lavoro stabile. Ancora più significativo il calo delle richieste continuative, diminuite a 1,827 milioni, il livello più basso da settembre 2024 e nettamente inferiore alle previsioni. I dati confermano un contesto di “basse assunzioni e pochi licenziamenti”, che si è consolidato dopo il rallentamento del quarto trimestre 2025. Il quadro è coerente con le indicazioni della Fed di una domanda e offerta di lavoro più contenute.

Nel terzo trimestre 2025 la produttività del lavoro nel settore non agricolo statunitense è aumentata del 4,9%, confermando la stima preliminare e segnando il ritmo più sostenuto dal terzo trimestre 2023. L’accelerazione è stata trainata da una forte crescita dell’output, a fronte di un aumento molto contenuto delle ore lavorate. Nel comparto manifatturiero la produttività sale del 3,7%, rivista al rialzo, grazie all’espansione della produzione e alla riduzione delle ore impiegate. Su base annua, la produttività non agricola cresce dell’1,9%, mentre quella manifatturiera avanza del 2,4%, il miglior risultato dal secondo trimestre 2021.

Nello stesso periodo il costo unitario del lavoro nel settore non agricolo è diminuito dell’1,9%, confermando la stima preliminare e proseguendo la dinamica di calo iniziata nel trimestre precedente. La flessione è dovuta a una forte crescita della produttività, nettamente superiore all’aumento delle retribuzioni orarie. Nel settore manifatturiero, al contrario, il costo unitario del lavoro ha registrato un incremento dell’1,1%, riflettendo un incremento delle compensazioni superiore al miglioramento della produttività. Su base annua, l’indice aumenta moderatamente sia nel comparto non agricolo (+1,3%) sia in quello manifatturiero (+1,2%), segnalando pressioni salariali complessivamente contenute.

Stati Uniti, ordini all’industria a novembre 2025.

A novembre 2025 i nuovi ordini all’industria manifatturiera statunitense sono aumentati del 2,7% su base mensile, segnando il rialzo più marcato degli ultimi sei mesi e recuperando il calo del mese precedente. La crescita è stata trainata dai beni durevoli, in aumento del 5,3%, grazie soprattutto al forte balzo degli ordini nei mezzi di trasporto, sostenuti dal quasi raddoppio delle commesse per aeromobili civili. Al contrario, gli ordini di beni non durevoli risultano stabili, indicando una dinamica di crescita concentrata nei comparti a maggiore intensità di capitale.

Foto di Freddy

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