L’inflazione dei prezzi nei negozi del Regno Unito ha registrato a gennaio 2026 un aumento annuo dell’1,5%, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2024 e superando nettamente le attese del mercato, ferme a un più contenuto +0,7%. Alla base di questa accelerazione vi sono soprattutto l’aumento dei costi energetici per le imprese e l’inasprimento dei contributi previdenziali, che continuano a riflettersi sui prezzi al consumo.
Dopo mesi di flessione, i prezzi dei beni non alimentari sono tornati in territorio positivo, con un incremento dello 0,3% su base annua, in controtendenza rispetto al calo dello 0,6% registrato a dicembre. Ancora più marcata la dinamica dei prodotti alimentari: l’inflazione è salita al 3,9%, trainata in particolare dai generi freschi.
Secondo Helen Dickinson, amministratrice delegata del BRC, l’aumento dei costi e la pressione fiscale stanno colpendo soprattutto carne, pesce e frutta, penalizzati da un’offerta debole e da una domanda più sostenuta.
Stati Uniti, a novembre 2025 prezzi delle abitazioni saliti oltre le attese.
A novembre 2025 i prezzi delle abitazioni unifamiliari statunitensi garantite da Fannie Mae e Freddie Mac sono aumentati dello 0,6% su base mensile, il rialzo più forte da settembre 2024 e superiore alle attese di mercato (+0,3%). Nello stesso mese, l’indice Case-Shiller delle 20 principali città ha segnato una crescita annua dell’1,4%, leggermente sopra ottobre e le previsioni. Nonostante il primo recupero in dieci mesi, il mercato immobiliare resta debole. L’aumento dei prezzi continua infatti a essere inferiore all’inflazione, scesa al 2,7%, determinando una riduzione dei valori reali. Chicago guida i rialzi, mentre Tampa registra il calo più marcato.
Stati Uniti, report settimanale ADP ancora positivo.
Settima lettura consecutivo con il segno più per il report settimanale dell’ADP. Nelle quattro settimane concluse il 3 gennaio 2026 i datori di lavoro privati negli Stati Uniti hanno creato in media 7.750 posti di lavoro a settimana, un dato sostanzialmente stabile rispetto alla media di 8.000 unità del periodo precedente. Una conferma di come il mercato del lavoro USA continui a espandersi, seppur a un ritmo moderato.
Stati Uniti, fiducia consumatori CB in netto calo a gennaio 2026.
A gennaio l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board ha registrato un brusco peggioramento, scendendo di 9,7 punti a 84,5, dopo il temporaneo recupero di dicembre. Il calo interrompe il breve rimbalzo del mese precedente e riporta la fiducia sui livelli più bassi da maggio 2014, persino inferiori a quelli toccati durante la pandemia. Il peggioramento ha coinvolto tutte le componenti dell’indice. In particolare, l’indicatore sulla situazione attuale è diminuito sensibilmente, riflettendo una valutazione sempre più cauta delle condizioni economiche e del mercato del lavoro, con giudizi appena positivi sulle attività economiche correnti. Ancora più preoccupante la dinamica delle aspettative: l’indice prospettico è sceso nettamente sotto la soglia di 80, tradizionalmente associata al rischio di recessione. Le attese su occupazione e condizioni economiche future restano in territorio negativo, mentre anche le prospettive sui redditi familiari mostrano un indebolimento, segnalando un diffuso clima di incertezza tra i consumatori.
Foto di Stefan Schweihofer







