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Stati Uniti, CFNAI segnala rallentamento economia a febbraio 2026

A febbraio l’indice CFNAI scende e segnala un rallentamento della crescita economica negli Stati Uniti. In Eurozona la fiducia dei consumatori scende a marzo, toccando i minimi da ottobre 2023.

A febbraio 2026 l’indice dell’attività economica nell’area di Chicago, il CFNAI elaborato dalla Fed, è sceso a -0,11, suggerendo un rallentamento in atto delle crescita economica. Delle quattro categorie che compongono l’indice, due hanno registrato un peggioramento rispetto a gennaio, mentre sono ben tre quelle che hanno contribuito negativamente al risultato del sondaggio di febbraio. Più nel dettaglio, solo la componente relativa ai consumi ha registrato un risultato in territorio positivo; segno meno per produzione, ordini e occupazione.

Il diffusion Index scende leggermente rispetto a gennaio e si ferma a -0.17, ancora ben al di sopra della soglia che divide le fasi di espansione economica da quelle di contrazione (-0,35).

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La media a tre mesi del CFNAI migliora leggermente rispetto a gennaio, guadagnando un centesimo e fermandosi a -0.01.

Spagna, deficit commerciale in riduzione a gennaio 2026.

A gennaio 2026 la bilancia commerciale spagnola ha registrato un deficit di 4 miliardi di euro, 2,2 miliardi di euro in meno rispetto all’anno precedente e sui minimi da luglio dell’anno scorso. Su base annua le esportazioni sono calate del 2,9%, registrando il controvalore minimo a cinque mesi; le importazioni sono scese dell’8,4%, minimo a 5 mesi a causa di una forte riduzione degli acquisti di energia. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno registrato una flessione annua dell’11%, le importazioni del 22%.

Eurozona, stima flash fiducia consumatori a marzo 2026.

Forte calo della fiducia dei consumatori dell’area Euro a marzo 2026. L’indicatore elaborato dalla Commissione Europea scende a -16,3 punti, quattro in meno del rilevamento precedente e minimo da ottobre 2023. Ovvia la fonte di questa flessione: le tensioni in Medio Oriente hanno ravvivato le preoccupazioni sui prezzi, con i primi segnali che arrivano dall’inflazione sulla componente energia.

Foto di Jürgen Polle

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