In Spagna l’inflazione nel mese di marzo 2026 è balzata all’1% su base mensile, sei decimi in più del rilevamento precedente ma due in meno delle attese. Su base annua la variazione dei prezzi al consumo sale al 3,3%, un punto esatto in più rispetto al mese precedente, ma quattro decimi in meno rispetto alle attese. Si tratta del primo effetto macroeconomico registrato sul suolo europeo del conflitto in Medio Oriente, con i prezzi dell’energia (carburanti, ma anche elettricità) a guidare la riaccelerazione. L’inflazione core, al netto delle componenti più volatili, resta ferma al 2,7%. Il dato armonizzato registra un incremento su base annua del 3,3%, sei decimi meglio rispetto alle attese ma otto in più di febbraio e ben al di sopra del target BCE.
Vedremo gli altri numeri in arrivo nei prossimi giorni, se il comportamento verrà confermato, per il momento, la banca centrale dovrebbe ancora rimanere in attesa.
Eurozona, aspettative di inflazione in calo a febbraio 2026.
Un po’ come tutti dati macro di febbraio, anche quello sull’aspettativa di inflazione nell’area Euro sembra essere invecchiato presto e male. In ogni caso: l’inflazione attesa a 12 mesi scende ancora e si ferma al 2,5%, minimo da ottobre del 2024. In calo anche l’aspettativa di inflazione a tre anni (2,5%), mentre quella a lungo termine rimane stabile al 2,3%.
Gran Bretagna, a febbraio 2026 tornano a scendere le vendite al dettaglio.
Nel mese di febbraio 2026 le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono tornate a scendere dopo due mesi di crescita consecutivi. Su base mensile la variazione è stata del -0,4%, tre decimi meglio delle attese. Sul dato pesa sicuramente la variabile meteo, ma il segno meno si registra anche per quel che riguarda le vendite online. Su base annua la crescita delle vendite al dettaglio cala al 2,5% dal 4,8% di gennaio.
Stati Uniti, lettura finale in calo per l’indice Michigan di marzo 2026.
Come da attese, la lettura finale dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall’università del Michigan, ha registrato un forte calo rispetto a febbraio e alla stima preliminare. L’indicatore si ferma a 53,3 punti, minimo da fine 2025 e oltre due punti in meno della stima flash. Il calo è omogeneo su tutte le fasce di età del campione ed è particolarmente deciso tra le famiglie a medio/alto reddito e con patrimoni mobiliari. L’aumento dei prezzi dei carburanti e la volatilità dei mercati finanziaria sono i catalizzatori del report di marzo 2026. Tra i dati più interessanti: le aspettative sulla crescita economica a breve termine peggiorano di 14 punti percentuali; le aspettative di reddito ad un anno scendono del 10%; l’inflazione attesa a 12 mesi sale al 3,8%, massimo da aprile del 2025.
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