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Stati Uniti, stallo delle vendite al dettaglio a dicembre 2025

A sopresa le vendite al dettaglio negli Stati Uniti registrano una fase di stallo a dicembre 2025, con il control group – le voci che rientrano nel calcolo del PIL – che flette di un decimo rispetto a novembre 2025.

A sorpresa, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato una crescita nulla a dicembre 2025, in rallentamento dal +0,6% registrato a novembre e al di sotto delle attese, fissate a +0,4%. Il dato riflette un quadro eterogeneo tra i diversi comparti.

Alcuni segmenti hanno mostrato segnali di tenuta, in particolare i rivenditori di materiali per l’edilizia e il giardinaggio, oltre ai negozi di articoli sportivi e alle stazioni di servizio. Tuttavia, tali progressi non sono stati sufficienti a compensare le flessioni diffuse in settori chiave come abbigliamento, arredamento, elettronica, auto e ristorazione.

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Anche escludendo auto e carburanti, le vendite sono rimaste ferme, segnalando una domanda sottostante debole. Ancora più significativo il calo dello 0,1% registrato dal cosiddetto control group, vale a dire le voci utilizzate per il calcolo del PIL: si tratta della prima contrazione in tre mesi, in controtendenza rispetto alle attese (+0,4%) e di un segnale di raffreddamento dei consumi a fine anno.

Australia, rialzo tassi pesa su fiducia consumatori a febbraio 2026.

A febbraio 2026 il clima di fiducia dei consumatori australiani ha continuato a deteriorarsi. L’indice Westpac–Melbourne Institute è sceso del 2,6% su base mensile, toccando un minimo a dieci mesi e segnando il terzo calo consecutivo. A pesare sono state soprattutto le persistenti preoccupazioni per l’inflazione e il recente rialzo dei tassi della RBA, il primo dopo oltre due anni. Le famiglie si mostrano più caute sulla propria situazione finanziaria e rinviano gli acquisti importanti, mentre le aspettative economiche migliorano solo marginalmente nel breve periodo e peggiorano su un orizzonte più lungo.

Sul fronte delle imprese, il quadro è leggermente più equilibrato. A gennaio la fiducia rilevata da NAB è salita ai massimi da ottobre, anche se le condizioni operative si sono indebolite per il rallentamento di vendite e profitti. Positivo, invece, il continuo raffreddamento delle pressioni su costi e prezzi, scese a nuovi minimi post-pandemia, segnalando un’inflazione più sotto controllo pur in un’economia ancora dinamica.

Regno Uniti, per BRC vendite al dettaglio in crescita a gennaio 2026.

Stando a quanto riporta il sondaggio del British Retail Consortium , a gennaio 2026 le vendite al dettaglio nel Regno Unito hanno mostrato un netto miglioramento, crescendo del 2,3% su base annua a parità di punti vendita. Il dato, ben superiore alle attese di mercato, rappresenta il ritmo più sostenuto da agosto e segnala una ripresa della domanda dopo il rallentamento di fine 2025. A trainare sono stati i consumatori che avevano rimandato gli acquisti natalizi, favoriti dagli sconti di inizio anno. Le vendite non alimentari sono aumentate più della media annuale, mentre quelle alimentari hanno mantenuto un andamento stabile. Secondo la BRC, un dicembre debole ha lasciato spazio a un gennaio decisamente più dinamico, con un forte recupero delle vendite in negozio.

Stati Uniti, fiducia piccole imprese cala leggermente a gennaio 2026.

A gennaio 2026 l’indice di ottimismo delle piccole imprese statunitensi (NFIB) ha registrato una lieve flessione, scendendo a 99,3 da 99,5 di dicembre e risultando inferiore alle attese di mercato. Il quadro che emerge resta eterogeneo: su dieci componenti dell’indice, solo tre sono migliorate, mentre sette hanno mostrato un peggioramento. Il segnale più incoraggiante arriva dalle aspettative sulle vendite reali, salite in modo significativo. Diminuiscono le preoccupazioni legate alla qualità della manodopera, mentre cresce l’attenzione sui costi e sulla disponibilità delle assicurazioni, tornati su livelli che non si vedevano dal 2018. Sul fronte degli investimenti, la quota di imprese che ha effettuato spese in conto capitale ha raggiunto il massimo da oltre due anni.

Stati Uniti, crescita del costo del lavoro rallenta nel quarto trimestre 2025.

Nel quarto trimestre del 2025 la crescita dell’indice del costo del lavoro negli Stati Uniti ha rallentato allo 0,7% su base trimestrale, il ritmo più contenuto dal secondo trimestre del 2021 e leggermente inferiore alle attese di mercato. Il dato segna un’ulteriore moderazione rispetto allo 0,8% del periodo precedente e riflette un andamento più equilibrato sia delle retribuzioni sia dei benefit, entrambi in aumento dello 0,7%. La dinamica è stata simile nel settore privato, dove i costi sono cresciuti meno rispetto al trimestre precedente, mentre nel comparto pubblico statale e locale l’incremento si è mantenuto stabile. Su base annua, l’aumento dei costi del lavoro si è attestato al 3,4%, in lieve decelerazione rispetto al trimestre precedente, confermando segnali di graduale raffreddamento delle pressioni salariali.

Sempre per quel che riguarda il mercato del lavoro statunitense, l’ADP, nel suo report settimanale, ha registrato un incremento medio settimanale di 6500 posti di lavoro nelle quattro settimane chiuse il 24 gennaio scorso. Si tratta del miglior dato da fine dicembre dell’anno scorso.

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