Ottimismo dei gestori sull’azionario in attesa delle mosse FED

L’ultima fotografia scattata dal sondaggio mensile di Bank of America vede un forte ottimismo dei gestori sull’azionario. Per trovare un quadro così “bullish” occorre tornare indietro di qualche anno, ed esattamente al novembre del 2021.

Ma quali sono le ragioni di questo rinnovato ottimismo? Dal sondaggio di BofA sembra emergere la convinzione che l’inflazione continuerà a scendere e che la FED procederà a breve ad un taglio dei tassi di interesse. Questo fattore sembra incidere sull’atteggiamento degli intervistati molto di più rispetto ai buoni dati delle trimestrali uscite nelle scorse settimane. Le percentuali sono particolarmente significative: l’82% degli intervistati prevede un intervento della banca centrale statunitense nella seconda metà dell’anno. Si tratta di un dato interessante e che fa sorgere una domanda: cosa succederebbe a questo clima bullish se la FED alla fine non intervenisse e le prospettive economiche peggiorassero?

Sul fronte economico gli intervistati ritengono molto poco probabile una recessione globale entro i prossimi 12 mesi. Solo il 22% del campione la ritiene uno scenario concreto. Le opinioni, invece, si fanno più caute sul potenziale della crescita globale da qui a fine anno. La differenza tra chi vede un rallentamento e chi un’accelerazione è passata dal +11% a favore dei secondi al +9% a favore dei primi.

In termini di scelte d’investimento questo clima di ottimismo si traduce in una riduzione consistente delle posizioni sulla liquidità ed in un aumento dell’esposizione azionaria. In percentuali sul portafoglio la liquidità scende al 4%, minimo da tre anni a questa parte, mentre l’azionario tocca il massimo dal gennaio del 2022. Tra le scelte tattiche più gettonate rimangono sul podio la posizione lunga sulle cosiddette magnifiche sette (Tesla, Meta, Alphabet, Amazon, Apple, Microsoft e Nvidia) e sul dollaro, assieme ad una posizione corta sull’azionario cinese.

Dal sondaggio emergono inoltre un’esposizione sovreppesata sull’Europa e sottopesata sulla Gran Bretagna, mentre a livello settoriale primeggiano i tecnologici ed in genere i titoli large cap growth.

Foto di Pexels

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