Incertezza e ragionare per scenari

La pandemia lascerà in eredità una nuova normalità macroeconomica, questo implica gestire una forte componente di incertezza, destinata a durare a lungo, ragionando per scenari

Riflettori puntati su Francoforte, dove il 10 dicembre prossimo la Banca Centrale Europea dovrebbe annunciare nuove iniziative per sostenere la fragile economia dell’Unione e tentare di rianimare i prezzi.

Sarà un passaggio importante, gli analisti si aspettano ulteriori mosse sul fronte dell’acquisto titoli ed una nuova sventagliata di prestiti facilitati per le banche. Attendendo che la politica fiscale batta un colpo – leggasi Recovery Fund – l’istituto diretto da Christine Lagarde prova a puntellare la baracca e, allo stesso tempo, riflette sulle grandi sfide che si troverà ad affrontare, in compagnia delle altre banche centrali, nei prossimi anni.

Incertezza, questa è la parola chiave. L’uscita dalla pandemia non ci riporterà alla normalità che conoscevamo, ma sarà il varco che ci condurrà verso una nuova normalità, con dinamiche economiche e finanziarie e conseguenti problematiche tutte da decifrare. Ed è anche su questo che si sofferma l’interessante paper redatto dal Think Tank belga Bruegel e titolato Monetary policy in the time of COVID-19, or how uncertainty is here to stay. Una relazione preparata per l’ECON di Bruxelles e che è firmata – lo sottolinaiamo perchè non è ancora purtroppo cosa comune – da due economiste, Maria DeMertzis e Marta Dominguez-Jimenez.

Le due autrici sottolineano come la transizione verso una “nuova normalità” è stata soltanto accelerata dalla pandemia. Già da tempo, infatti, i metodi tradizionali di stima delle principali grandezze macroeconomiche utilizzati dalle autorità monetarie hanno iniziato a dare segni di cedimento; ed in particolare la capacità di prevedere l’andamento dei prezzi. Anche per questo motivo si è passati da proiezioni basate su “bande” di variazione a più complesse analisi di scenari probabilistici, più adatte ad affrontare le massicce dosi di incertezza attuali.

Un’incertezza destinata a durare a lungo, perchè alcune variabili macroeoconomiche si potrebbero rivelare altamente instabili nei prossimi decenni. DeMertzis e Dominguez-Jimenez ci parlano dell’inflazione e delle differenti visioni sul suo futuro andamento post-pandemia. Prezzi destinati a scendere, come insegna la storia delle grandi pandemie, o danni strutturali alla domanda ed all’offerta capaci di portare più inflazione nel sistema?

Ma i prezzi non sono l’unica preoccupazione. La stabilità finanziaria è uno degli altri grandi temi. La compressione degli spread, con il conseguente livellamento del rischio percepito non è sostenibile nel medio termine.

Questo riporta alla questione dei tassi. Una prolungata fase di tassi nominali negativi avrà ovvie ripercussioni sui tassi reali, ma cosa significa per l’economia e per i mercati finanziari una situazione prolungata di tassi reali negativi? Il paper di Bruegel ci ricorda che le formule attualmente utilizzate per calcolare i livelli dei tassi di interesse sono sostanzialmente basate sul principio del mean-revert, vale a dire sulla tendenza di una variabile a convergere nel tempo verso i suoi valori medi, alla normalità si direbbe. Ma cosa succede se la normalità cambia?

Tutte le domande proposte hanno differenti possibilità di risposta, e da queste discendono differenti scenari, ognuno con una sua probabilità di realizzazione. Ecco la nuova normalità dovrà abituarci a ragionare per scenari. Questa è forse una delle poche certezze con le quali iniziare il cammino nel nuovo decennio.

Foto di Gerd Altmann

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