Digitalizzazione industriale. La Corea del Sud guida il gruppo

La digitalizzazione industriale genera maggiore efficienza e chi saprà meglio investire nello sviluppo tecnologico godrà di un forte vantaggio competitivo. Il 2020 national industrial digitalization ranking ci dice quali paesi stanno “facendo i compiti a casa”.

Le sfide del dopo pandemia si vinceranno anche e soprattutto attraverso l’innovazione. Ed il settore che meglio incarna lo spirito innovativo è sicuramente quello della tecnologia. Proprio qui indaga il recente 2020 national industrial digitalization ranking elaborato dall’americana BNEF (gruppo Bloomberg). Quali paesi stanno facendo meglio in termini di digitalizzazione industriale ed intelligenza artificiale? In altri termini, quali governi stanno mettendo in atto o programmando progetti destinati al miglioramento delle qualità digitali del tessuto produttivo e all’implementazione dell’intelligenza artificiale?

Non sorprende di vedere nei posti più alti della classifica molti paesi del quadrande asiatico, un po’ meno scontato scoprire che nella top ten della classifica elaborata da BNEF l’Asia spartisce i posti con il vecchio continente, con l’Europa.

Lo studio, giunto alla sua seconda edizione, ha individuato sino ad ora 14 paesi che hanno in qualche modo attivato progetti di digitalizzazione industriale e ben 21 impegnati nello sviluppo di strategie legate all’intelligenza artificiale.

La classifica dice che la Corea del Sud è il paese più virtuoso. Seul, terza l’anno scorso, si è infatti dotata di una strategia nazionale per l’adozione dell’AI ed ha imbottito il proprio piano di recupero post-pandemia di progetti tesi ad una maggiore digitalizzazione dei processi produttivi. Progetti che fanno sempre rima con sostenibilità. In tutti i paesi della top-ten dello studio BNEF, infatti, è presente uno stretto collegamento tra processo di digitalizzazione e sostenibilità ambientale e sociale dell’economia. A questo si sommano un forte investimento in educazione ed un largo coinvolgimento del venture capital.

Scorrendo la classifica troviamo Singapore al secondo posto e la Germania al terzo, spinta anche dalla mole di investimenti riversata sullo sviluppo della mobilità elettrica (batterie). Quinto posto per la Cina e 7° per gli USA. Nei primi dieci compaiono anche Francia, Canada, UK, Svezia e Giappone. L’Italia è nelle prime 20, davanti a paesi come India, Russia ed Arabia Saudita.

Danya Liu, la coordinatrice dello studio, sottolinea quanto questa classifica possa, per certi versi, essere considerata una griglia di partenza della difficile sfida post pandemica che ci attende. Lo studio – afferma Liu – ci dice da una parte quanto sia stretto e diretto il legame tra miglioramento tecnologico ed efficienza del settore produttivo; dall’altro ci suggerisce quali potranno essere i grandi paesi leader della trasformazione tecnologica.

Foto di Gerd Altmann

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