Azioni, verso una bolla dei tecnologici?

Un indizio non fa una prova ma il Global Fund Managers Survey che mensilmente viene redatto da Bank of America merita attenzione. Sul versante delle azioni si va verso una bolla dei tecnologici?

“Most crowded trade”. L’espressione è piuttosto significativa di come i fund manager, intervistati da BofA nel suo consueto survey mensile, considerino in questo momento il settore tecnologico statunitense.

Un affollamento di investitori, specie attorno ai big-tech americani, che avevamo già citato tra le insidie per il mercato azionario nei prossimi mesi e che i manager consultati dall’istituto bancario americano (un campione che gestisce qualcosa come 600 miliardi di dollari di patrimonio) vedono con crescente preoccupazione.

L’edizione di settembre del Global Survey traduce tutto questo in numeri. L’80% degli intervistati indica le posizioni lunghe sull’azionario statunitense come le più trattate sul mercato. Ad agosto la percentuale era al 49%. I manager, notoriamente propensi a muoversi in senso contrario rispetto alla “massa” degli investitori retail, non vedono di buon occhio questo fenomeno. Tanto è vero che, tra i possibili “accidenti” che possono accadere al mercato, un eventuale scoppio di una bolla dei tecnologici è al secondo posto, dietro solo ad un ritorno massiccio della pandemia di covid-19.

Preoccupazione, quindi, per un “sovraeccitamento” da Faang che ha portato i manager ad attuare contromisure, ruotando i propri portafogli su azioni cicliche, mid e small cap, con un occhio particolare alla valutazione. Una rotazione che assume anche un altro significato, la convinzione che l’economia globale abbia imboccato la via della ripresa (lo pensa il 49% degli intervistati, in aumento rispetto ad agosto). Il tutto accompagnato da un ottimismo sui profitti aziendali che il Global Survey non registrava così alto dal 2011.

Al netto della pressione sui tecnologici, il mercato azionario continua ad essere un “bel posto in cui vivere” per i portafogli gestiti dai manager intervistati. Il 58% ritiene infatti che una nuova fase toro sia iniziata.

In definitiva il Global Survey segnala un sovraffollamento attorno ai titoli tecnologici USA, un movimento tanto massiccio da indurre il 22% degli intervistati a citare una bolla sui tecnologici tra le possibili cause di deragliamento del trend del mercato azionario, ad oggi impostato al rialzo. La contromossa è la rotazione. Come dire, concentratevi sull’economia reale e lasciate stare le mode.

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