Gli impact investments? Resilienti alla pandemia

Dall’annuale report del Global Impact Investing Network (GIIN) emergono interessanti tendenze – e qualche prima reazione alla pandemia – nel mondo degli impact investments.

Cosa si intende esattamente per impact investments? Si tratta di investimenti in progetti che si pongono un obiettivo, preciso e misurabile, di miglioramento in termini di sostenibilità economica o sociale. In altre parole il loro scopo è impiegare il capitale per ottenere, oltre alla remunerazione del capitale stesso, un impatto positivo in un determinato ambito socio-economico.

Un esempio può essere l’emissione di una obbligazione per raccogliere i capitali necessari alla realizzazione di un progetto che ha come scopo quello di far accedere all’acqua potabile una determinata popolazione. L’obbligazione è lo strumento finanziario che permette la remunerazione dell’investitore, mentre i progressi nella realizzazione del progetto sono gli elementi misurabili dell’investimento. L’impatto finale sarà il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione che avrà accesso all’acqua potabile.

L’esempio dell’acqua non è casuale. Stando ai dati del GIIN’s 2020 Annual Impact Investor Survey, gli impact investments con obiettivo WASH (water, sanitation, and hygien) sono quelli che stanno mostrando il maggiore incremento. Nel periodo 2015-2019 tali investimenti hanno ottenuto un CAGR del 33% ed la metà degli intervistati dal sondaggio è intenzionato ad aumentare l’esposizione sugli investimenti WASH entro i prossimi 5 anni. Tra gli altri settori in costante aumento, e caratterizzati da buoni ritorni anche in termini finanziari, ci sono quello finanziario (microfinanza) e quello dell’energia.

A livello geografico, se il Nord America rappresenta ad oggi l’area con la maggior raccolta di capitali investiti, non passa inosservata la tendenza, fotografata dal sondaggio GIIN, ad un progressivo aumento nei prossimi 5 anni degli investimenti nella zona asiatica e dell’Africa Sub-Sahariana.

Sul fronte dei rischi che maggiormente aleggiano sugli impact investments, gli intervistati sembrano porre l’accento sulle variabili macroeconomiche e sul mercato valutario. Sul fronte macroeconomico, l’area a più alto rischio sembra essere quella europea (indicata dal 13% degli intervistati).

La pandemia sembra non incidere più di tanto sui piani futuri degli investitori, suggerendo una certa resilienza degli impact investments di fronte al covid-19. Il 57% si dichiara poco disposto a modificare i piani di investimento nel 2020, un 15% è propenso ad un aumento degli impieghi, mentre un 20% pensa ad un “rallentamento” nell’allocazione di capitale.

Foto di Simon Matzinger

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