Banche centrali: India taglia ancora, Giappone nuovi aiuti.

In una giornata con pochi dati macro spiccano le decisioni delle banche centrali dell’India e del Giappone. La prima taglia a sopresa i tassi, la seconda li mantiene invariati ma aggiunge altri 30 trilioni di yen di aiuti al credito. Questo ed altro nell’ultima K Briefing della settimana.

Banche centrali: India taglia ancora, Giappone nuovi aiuti. La Reserve Bank of India ha deciso, in una riunione di emergenza, di tagliare a sorpresa di altri 40 punti base il tasso di riferimento, portandolo al 4%. L’economia indiana rischia di chiudere il primo anno con crescita negativa dopo 4 decenni. Già debole prima della pandemia, l’economia del paese, basata principalmente sui consumi interni, ha subito un duro shock con l’attivarsi del lockdown.

La BoJ, invece, decide di lasciare i tassi invariati, con il riferimento a -0.1%. La banca centrale giapponese conferma tutti gli strumenti già messi in azione (riacquisto titoli, compresi corporate, acquisto ETF e J-REITs) ed aggiunge un ulteriore piano di aiuti da 30 trilioni di yen, destinatari – attraverso un sistema di incentivo al credito a tasso zero da parte delle banche – le piccole attività economiche colpite dalla pandemia.

Cina, col primo trimestre in rosso profondo, addio obiettivo annuo. Non ci sarà per il 2020 un obiettivo di crescita per la Cina. La decisione, prima volta dal 1990, è stata comunicata al Congresso dal premier Li Keqiang. Dopo un primo trimestre al -6.9%, la ripresa post lockdown continua a mostrare grosse difficoltà di accelerazione. Troppo rischioso “sbandierare” obiettivi di crescita (magari il famoso 6%, convintamente sostenuto ancora a febbraio scorso dalle autorità cinesi) con le vicende epidemiche ancora incerte, unite al rinfocolarsi della crisi con gli USA (e non solo). Anche questo è una dimostrazione di come non sia per niente automatico il rimbalzo post lockdown, un campanello d’allarme per gli altri paesi.

UK, vendite al dettaglio a picco in aprile. Nel Regno Unito le vendite al dettaglio crollano del 18% in aprile (-22.6% su base annua), collezionando il 3° mese di calo consecutivo ed il ribasso mensile record di tutti i tempi. Al dimezzamento dei consumi di carburante fa il paio il calo del 50% del settore abbigliamento e calzature. Male anche le vendite di prodotti per la casa (-45%). La componente core (senza alimentari ed energia) scende del 15% mensile (-18.6% annuo). Tutti dati peggiori delle attese.

Argentina. Ancora una settimana. Le trattative sulla rinegoziazione del debito argentino proseguiranno. L’intenzione è trasportare la deadline di oggi al 2 giugno. Una settimana abbondante per evitare all’Argentina il 9° default della sua storia.

Canada, vendite al dettaglio di marzo. Calo record per le vendite al dettaglio canadesi nello scorso mese di marzo. Un -10% che rappresenta il record storico. Ad aprile, secondo la prima stima, le cose dovrebbero essere persino peggiorate, con un calo del 15% abbondante.

Foto di Sofia Terzoni

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