Economia, tracce di stabilizzazione post lockdown. USA da inizio crisi 39 milioni di posti di lavoro in fumo

Dai dati preliminari del sondaggio PMI emergono, per l’economia europea e statunitense, segnali di stabilizzazione post lockdown. La via per la ripresa è ancora lunga, ce lo ricorda il mercato del lavoro americano che, dal 21 marzo scorso, ha visto 39 milioni di lavoratori rimanere senza occupazione. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Economia, tracce di stabilizzazione post lockdown. Giornata di stime preliminari dei sondaggi PMI di maggio. Nel complesso la riapertura progressiva delle attività economiche si riflette nelle risposte dei direttori d’acquisto.

Per l’Eurozona il PMI manifatturiero torna a salire dopo tre mesi di calo consecutivo. L’indice raggiunge quota 39, ancora lontanissimo dallo spartiacque dei 50 punti, ma in recupero rispetto ai 33.4 del mese scorso. Analizzando i componenti si evidenzia una discesa in rallentamento per quel che riguarda la produzione, mentre continua la perdita di nuovi ordini. Ancora molto delicato il fronte occupazionale, mentre i prezzi delle materie prime continuano a scendere (siamo al ritmo più alto a 4 anni). Le aspettative rimangono inchiodate sui minimi storici.

Storia sostanzialmente simile per il PMI servizi, la cui stima preliminare di maggio si ferma a 28.7, in risalita dal 12 del mese precedente e meglio delle attese.

Il settore privato dell’Eurozona prova a stabilizzarsi, il PMI composite vede quota 30 a maggio, in netto miglioramento da aprile (13.6) e meglio delle attese di mercato. Assestamento, si diceva, non recupero in quanto nuovi ordini, occupazione e morale degli operatori economici rimangono orientati al pessimismo. Secondo Chris Williamson di IHS Markit l’economia dell’eurozona è destinata ad una crescita negativa nel 2020 del 9%, un recupero completo potrebbe avvenire solo in molti anni. Nel secondo trimestre, stando alle ultime stime, la crescita potrebbe segnare un -14%.

A livello nazionale il dato tedesco vede un recupero sia del PMI manifatturiero (36.8 da 34.5) che di quello servizi (31.4 da 16.2). La lettura complessiva (composite a 31.4 da 17.4) ci dice sostanzialmente di un’economia che torna attiva dopo la chiusura forzata ma si trova di fronte meno ordini, meno produzione e lavoratori in eccesso. Il morale rimane basso. Lettura simile per la Francia.

UK, PMI e ordinativi industriali. Maggio si sta configurando come il mese più difficile per l’economia inglese. Gli ordinativi, secondo il Confederation of British Industry, sono in picchiata (-62 il Trends Orders contro il -56 di aprile) con valori che non si vedevano tanto cupi dal 1981. Scende anche la media trimestrale (-52, addiruttura le lettura più bassa dal luglio del 1975). Prezzi interni visti in calo e diminuzione delle scorte di prodotti finiti.

La stima preliminare del PMI composite risale a 28.9 da 13.8, ma anche in questo caso si parla di stabilizzazione del dato e non di una effettiva ripresa (peraltro rimaniamo distantissimi da quota 50).

USA, mercato del lavoro. Continua il rallentamento delle richieste di sussidi di disoccupazione, ma rimaniamo comunque su cifre superiori al milione per la decima settimana consecutiva. Settimana scorsa le richieste di nuovi sussidi sono state 2,43 milioni, contro i 2,68 di 15 giorni fa; in due mesi sono 39 milioni, praticamente lo stesso numero totalizzato nel corso dell’intera crisi del 2008-2009. La media mensile cala a 3,042 milioni. I sussidi continuativi balzano sopra i 25 milioni, peggio delle attese.

USA, Philly Fed. L’attività economica manifatturiera nell’area di Philadelphia non si stabilizza, il Philly Fed scivola rispetto ad aprile e si ferma a -43.1 (da -56.4). Migliorano leggermente alcune componenti ma soprattutto emerge un’aspettativa di recupero (in termini di condizione economica generale ma anche di nuovi ordini) entro i prossimi 6 mesi.

USA, sondaggio PMI. Anche il sondaggio dei direttori d’acquisti statunitensi si allinea a quanto già visto per i PMI europei. La stima preliminare del composite di maggio si ferma a 36.4 dal precedente 27. Recuperano terreno sia il PMI manifatturiero (39.8 da 36.1, meglio delle attese) sia quello dei servizi (36.9 da 26.7, meglio delle attese). Per Chris Williamson di IHS Markit, il sondaggio sembra evidenziare che, al netto di altre ondate epidemiche, la contrazione dovrebbe aver toccato il suo bottom in aprile.

Banche centrali, tocca a Turchia e Sud Africa. La banca centrale turca taglia di 50 punti base il tasso dei repo ad una settimana, portandolo all’8.25%; alleggerimento che serve, secondo la banca centrale, a sostenere l’economia colpita dalla pandemia ma che al tempo stesso non indebolisce lo sforzo deflattivo dell’istituto. Intervento sui tassi repo anche per il Sud Africa, -50 punti base al minimo record del 3.75%. Con l’economia che potrebbe registrare una crescita negativa di 7 punti percentuali nel 2020, l’autorità monetaria si dice vigile sul fronte dei prezzi e pronta ad eventuali ulteriori manovre di sostegno.

Foto di Michal Jarmoluk

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