Uk sotto i riflettori. Economia arranca, BoE pronta al taglio dei tassi?

La prima giornata macro della settimana si concentra sui dati provenienti da oltremanica. Uk sotto i riflettori ma il risultato non è dei migliori. L’economia soffre e salgono le ipotesi di un intervento espansivo della banca centrale inglese. Questo ed altro nella K Briefing del lunedì.

UK sotto i riflettori. Brutti dati dall’economia inglese che rischia di chiudere il bilancio 2019 con un ultimo quarto a crescita negativa. In novembre il PIL britannico ha registrato un -0.3%, questo significa che il trimestre ottobre-dicembre potrebbe essere positivo solo a fronte di un dicembre da almeno due decimali di crescita. Male anche il confronto con novembre 2018, in questo caso la lancetta della crescita segna +0.6%, il peggior dato dal 2012. La produzione industriale, sempre nel mese di novembre, scende dell’1.2% rispetto al mese precedente, il dato tendenziale segna -1.6%. Il settore manifatturiero conferma a novembre il periodo nero: -1.7% su base mensile e -2% su base annua. Le prime stime rilasciate dal National Institute of Economic and Social Research dicono che il 4° trimestre chiuderà piatto e la crescita del 2019 dovrebbe fermarsi all’1.4%.

Non è un caso che dalle parti di Londra si facciano sempre più insistenti le voci di un intervento della BoE sotto forma di taglio dei tassi di riferimento (oggi a 0.75%). I dati delle prossime settimane (inflazione, disoccupazione e PMI) chiariranno le posizioni. Nel breve la sterlina rischia di ballare.

Altri grattacapi per il governo Johnson, alle prese con una Brexit che, calcoli di Bloomberg Economics alla mano, sarebbe già costata oltre 130 miliardi di sterline in termini di mancata crescita.

Dati positivi arrivano sul fronte immobiliare (i bassi tassi aiutano le vendite) e dalla bilancia commerciale con il deficit in riduzione (-5.26B di sterline a novembre da quasi 11 del mese precedente). In avanzo la bilancia commerciale extra UE, con 1.75 miliardi di beni e servizi esportati in più rispetto a quelli importati (da -2.59 miliardi del mese precedente).

India, altri segnali da fuori controllo. Ancora dati non propriamente rassicuranti da Nuova Dehli. L’inflazione è balzata al 7.35% a dicembre, sopra ogni aspettativa e, cosa più importante, sopra il target della banca centrale indiana (fissato al 6%). A salire sono sostanzialmente tutti i settori monitorati, dall’alimentare (+14% soprattutto a causa del costo delle verdure) al farmaceutico. Si tratta del dato più alto da 5 anni a questa parte. Letto assieme alle difficoltà dell’economia indiana, con la crescita rivista al ribasso attorno al 5%, rende ancora più delicata la posizione di governo e banca centrale, chiamati a dare slancio all’economia mantenendo il controllo sui prezzi.

Germania, surplus tocca nuovi record. La “formica” tedesca continua a mettere da parte, così nel 2019 il surplus del bilancio federale tocca quota 13.5 miliardi di euro. La ‘Sueddeutsche Zeitung‘ ci ricorda che, sommando altre risorse accantonate, la “potenza di fuoco” del governo tedesco per una politica fiscale espansiva “debit free” sale a 17 miliardi di euro (più o meno metà mavora italiana 2020). Nel frattempo l’economia tedesca continua a soffrire pur evidenziando alcuni segnali di resilienza che fanno sperare nel superamento del bottom della fase di contrazione. Chi spera in una Germania dalla manica un po’ più larga dovrà forse attendere ancora.

Foto di Johannes Plenio

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