Prezzi al consumo, movimenti nell’eurozona

I dati odierni ci dicono che l’inflazione nella zona euro dà qualche timido segnale di ripresa. Ma i prezzi al consumo non sono l’unico dato odierno, la brutta configurazione macro dell’India e i conti canadesi sono materiale della nostra ultima K Briefing della settimana.

Eurozona, prezzi al consumo ancora piatti. Ad ottobre i prezzi al consumo salgono leggermente, la componente core (senza alimentari ed energia) rimane piatta su base mensile; +1.3% su base annua, in crescita rispetto al dato precedente. Si tratta di stime preliminari. In Francia, nel mese scorso, i prezzi su base mensile sono calati. In Italia la variazione mensile è nulla, a livello annuo il dato è in leggera salita (+0,4% da +0,2%).

Germania, vendite in calo. Le vendite al dettaglio scendono di quasi due punti percentuali ad ottobre. Il dato annuo è leggermente positivo : +0.8%. Tiene il mercato del lavoro, con la disoccupazione ferma al 5%.

Pil terzo trimestre. Nessuna sorpresa dalla lettura preliminare del terzo trimestre del PIL francese. +0.3% come da attese. Confermato anche il +0.1% (trimestre su trimestre) del prodotto interno lordo italiano.

India continua la frenata. L’economia indiana segna il peggior dato trimestrale dal 2013. La produzione del settore delle infrastrutture (più di 1/4 del PIL) scende del 5,8%, il tonfo più pesante dal 2005 ad oggi. Una tempesta perfetta per l’India tra domanda interna debole e sistema finanziario in precario stato di salute. Se a questo si aggiunge l’aggravarsi del deficit fiscale (poche tasse raccolte) il quadro diventa ancora più complicato e l’autorità monetaria del paese potrebbe essere costretta a rivedere i suoi piani. Se l’India doveva essere la cassa di compensazione della trasformazione economica cinese, i segnali non sono incoraggianti.

Canada rallenta. La crescita annualizzata del PIL passa dal +3.5% al +1.3%. A pesare sul dato la diminuzione delle esportazioni e la riduzione delle scorte. Fattori che la pur robusta domanda interna non hanno potuto contrastare. Il dato era tutto sommato previsto (anzi, le attese erano per un decimale in meno). Oltre alla buona resistenza della domanda interna, vi sono anche altri dati macro che rendono il dato meno grigio di quanto appare. Il mercato immobiliare riprende slancio, con gli investimenti residenziali che crescono a ritmi che non si vedevano dal 2012. Aggiungedo a questo una sostanziale robustezza del mercato del lavoro, l’economia canadese ha margini di miglioramento e la banca centrale dovrebbe limitarsi a sorvegliare senza prendere decisioni per i prossimi mesi.

L'articolo completo è visibile solo per gli utenti abbonati al servizio K Briefing

Image by Pexels

Lascia un commento