Le domande improvvise. Cosa sono supply-side economics e curva di Laffer?

A partire dall’inizio degli anni 80 dello scorso secolo, negli USA vennero ridotte le aliquote fiscali del 30%, fino ad arrivare nel 1989 ad avere due sole aliquote. Alla base di tali decisioni di politica fiscale c’erano la supply-side economics e la curva di Laffer.

I tagli fiscali di Kemp-Roth e la successiva introduzione di un sistema di imposte a due aliquote aveva il suo fondamento teorico nella convinzione che una riduzione dell’imposizione fiscale aumentasse l’efficienza del sistema economico.

Per la suppy-side economics alte aliquote fiscali costituiscono un disincentivo per il lavoro, il risparmio e gli investimenti. Una loro riduzione, contrariamente a quanto affermava – ed afferma tutt’oggi – la macroeconomica tradizionale, non avrebbe aumentato più di tanto il disavanzo pubblico. Un sistema di aliquote più basse, sostenevano i “supply-siders”, avrebbe significato incentivare lavoro e investimenti, aumentare la produttività del sistema e quindi, alla fine di questo circolo virtuoso, aumentare anche le entrate fiscali; e non diminuirle.

Seguendo questo ragionamento, un abbassamento delle imposte sul reddito da lavoro si sarebbe tradotto in una maggiore propensione al lavoro delle persone, perchè ciò avrebbe aumentato il loro salario al netto delle imposte.

A supporto delle loro tesi, i “supply-siders” utilizzarono un grafico proposto da Artur Laffer. Il grafico mostra la relazione fra entrate fiscali e aliquote. Il punto di partenza è quello nel quale le aliquote fiscali sono pari zero (e a zero sono di conseguenza anche le entrate fiscali). Il punto di arrivo del grafico è fissato in corrispondenza di un’aliquota fiscale del 100%. Laffer sostiene che anche in questo caso le entrate fiscali sono nulle. Una tassazione del 100% significa un reddito disponibile per i lavoratori pari a zero e quindi un disincentivo assoluto a lavorare.

Essendo certamente vero che esistono delle entrate fiscali, la linea che unisce i punti A e B deve avere, fino ad una certa aliquota, un’inclinazione positiva e successivamente un’inclinazione negativa per raggiungere il punto B. La curva di Laffer sostiene che esiste un livello di aliquota d’imposta oltre al quale le entrate fiscali cessano di crescere ed anzi iniziano a calare. Allo stesso modo il ragionamento di Laffer porta a dire che una riduzione delle aliquote verso il punto C, avrà come conseguenza un aumento delle entrate fiscali.

L’obiezione principale alla teoria della supply-side economics, oltre ai dati sulla sua reale applicazione, sta nell’incertezza di interpretare il comportamento dei lavoratori di fronte ad un aumento del loro salario. Se la riduzione delle imposte rende il lavoro più allettante è anche vero che un aumento del reddito porta ad avere meno bisogno di lavorare per mantenere il proprio tenore di vita ed il lavoratore potrebbe scegliere di lavorare di meno ed avere più tempo libero. Identificare l’aliquota che genera la svolta nella curva di Laffer è l’anello debole del ragionamento dei “supply-siders”. L’esperienza americana degli anni 80 non sembra aver dato frutti significativi su lavoro e risparmio; di certo si realizzò quello che molti temevano, un sostenuto aumento del disavanzo pubblico.

Lascia un commento