Chi acquista titoli di stato?

Nella calma (apparente?) ritrovata sui mercati finanziari continuiamo ad affrontare alcuni aspetti che riguardano i mercati e chi ci opera. Oggi parliamo di chi acquista titoli di stato; quali sono i soggetti che maneggiano grossi volumi di obbligazioni sovrane?

Come abbiamo visto in un recente post, chi opera sui mercati lo fa, in genere, con due atteggiamenti differenti: un atteggiamento speculativo oppure uno di tipo “buy and hold” (di lungo periodo).  L’atteggiamento buy and hold implica spesso una strategia di tipo “contrarian”, per come l’abbiamo definita qui. Questa strategia svolge un’azione “calmante” sui mercati, smorzandone la volatilità di fondo.

Concentrandoci sul mercato dei titoli di stato, noti alle cronache soprattutto per le relazioni tra rendimenti di differenti emittenti (il cd. spread), possiamo individuare alcune classi di soggetti che operano prevalentemente con atteggiamento buy and hold. Conoscere questi soggetti è particolarmente utile per capire le possibili conseguenze derivanti dalla perdità di merito creditizio da parte di uno stato.

Fondi comuni di investimento

Si tratta di soggetti che raccolgono capitali direttamente da investitori privati e li impiegano seguendo determinate politiche di investimento; ogni linea di investimento è legata ad un parametro (benchmark, un indice di riferimento) che il fondo cerca di replicare (gestione passiva) o sovraperformare (gestione attiva). I fondi obbligazionari acquistano e vendono in base alle pesature dei titoli di stato presenti nel benchmark di riferimento.

ETF a replica fisica

Questi strumenti finanziari detengono, presso una banca depositaria, un portafoglio di titoli che replica il paniere dell’indice di riferimento (replica fisica completa); in alcuni casi la replica è parziale e riguarda solo la parte più significativa sotto il punto di visto di rendimento e rischio (replica a campionamento). Acquisti e vendite si rendono necessari per: creazione o l’eliminazione di quote; modifica della composizione dell’indice di riferimento.

Large Bank

Le grandi banche fanno largo uso di titoli di stato per la gestione degli attivi e dei passivi di bilancio. Il loro comportamento “pro-ciclico” fa sì che in periodi di espansione spostino il loro gestito da obbligazioni ad azioni e che, viceversa, aumentino la quota obbligazionaria nei periodi negativi del ciclo economico.

Fondi pensione ed assicurazioni

Le linee di investimento prudenti dei fondi pensione e la quasi totalità delle gestioni separate delle assicurazioni sono focalizzate sull’investimento in titoli di stato. Investimenti decisamente a lungo termine, visti gli obiettivi di natura previdenziale e di copertura rischi.

Fondi sovrani

Si tratta di speciali “veicoli” di investimento controllati direttamente dal governo di un paese sovrano. La loro importanza è cresciuta notevolmente nell’ultimo quarto di secolo. I player principali del settore sono i paesi produttori di petrolio. Alla ricerca di un reinvestimento profittevole degli introiti petroliferi, questi fondi differenziano il loro portafoglio fra investimenti diretti in società estere e titoli di stato.

Oltre a questi soggetti, capaci di muovere quantitativi ingenti di titoli di stato, vi sono gli investitori privati.

In definitiva, una platea piuttosto vasta che si muove valutando rischio e rendimento, sensibile alle turbolenze politiche che possono mettere a rischio i conti pubblici e benevoli con chi si impegna in un percorso di crescita sostenibile.

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