2018. E’ il momento di ricalibrare l’esposizione al rischio?

Le prime due settimane di contrattazione hanno confermato una certa tonicità dei mercati azionari, evidenziado al contempo una maggior pressione sul comparto obbligazionario. All’orizzonte, tuttavia, non paiono esserci ancora segnali di break dell’attuale equilibrio ma tra gli investitori serpeggia il dubbio: è il momento di iniziare ad alleggerire il carico di rischio nei nostri portafogli?

Come sarà questo 2018? Ogni inizio d’anno analisti di tutto il mondo provano a tracciare la possibile traiettoria dei mercati finanziari nei successivi 12 mesi. Il responso per ora appare nettamente a favore del comparto azionario con una certa predilezione per Giappone ed Europa. Gli Stati Uniti avanzano con il loro ritmo da piena occupazione ma dovranno fare i conti con il cammino di “ritorno alla normalità” iniziato dalla Fed e – molto marginalmente dal punto di vista finanziario – dalla complicata situazione di politica internazionale nella quale il paese pare avvitarsi.

A farne le spese, sempre secondo la maggioranza degli analisti, sarà il comparto dell’obbligazionario i cui prezzi sono destinati a scendere con una velocità tanto più forte quanto maggiore sarà la velocità di ripresa dei tassi di interesse. Se al di là dell’oceano le acque si sono gà mosse, lo scossone più grosso lo si attende in Europa con la BCE che, nel corso dell’anno, potrebbe chiudere i rubinetti del QE e dichiarare finita la fase di emergenza.

Vista così la situazione pare abbastanza lineare e le prime due settimane di contrattazione sulle borse mondiali sembrano aver dato piena conferma al quadro sopra delineato. Tutto risolto quindi? Forse no. Tirando un po’ indietro la levetta dello zoom non possiamo non notare il lungo cammino di salita fatto sin qui dai mercati azionari, non possiamo non tenere a mente gli outlook macroeconomici che prevedono una crescita in rallentamento dal 2019 ed infine non dobbiamo dimenticare gli alti livelli di debito che contraddistinguono questa fase storica dell’economia.

Il 2018 potrebbe quindi essere l’anno buono per porre in atto, in un contesto ancora tranquillo, un controllo più stringente sui livelli di rischio raggiunti dai nostri portafogli agendo all’interno delle singole asset class sulla parte più volatile.

 

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