New Development Bank, nuovo capitolo per BRICS vs “Occidente”

La settimana scorsa la Cina ha annunciato la nascita di una nuova istituzione finanziaria, la New Development  Bank (NDB), della quale è socio fondatore assieme agli altri paesi emergenti del BRICS (Brasile, Russia, India, Sud Africa). E’ il risultato di pluriennali ed infruttuose trattative all’interno dell’FMI per riequilibrare i poteri tra le economiche mature – e che chiameremo Occidente  – ed i paesi emergenti.

I BRICS attualmente rappresentano il 24% dell’economia mondiale (1/4) ma detengono solo il 10% dei voti all’interno del Fondo Monetario Internazionale (1/10).  Da anni i rappresentanti dei paesi emergenti spingono affinchè il sistema monetario internazionale sposti il proprio baricentro da Washington verso sud-est e da anni l’occidente respinge queste istanze chiedendo, come condizione iniziale, una maggior fluttuazione dello yuan (capofila dei BRICS è naturalmente la Cina).

La crisi finanziaria degli ultimi anni e la maturazione dei BRICS (diminuzione dei ritmi di crescita, aumento della domanda interna, prime bolle da domare) hanno reso l’argomento sempre più spinoso.  La creazione di una nuova banca di investimenti appare come la novità più importante dai tempi di Bretton Woods e dà l’idea della nuova strategia che Cina & co. hanno deciso di attuare: creare un sistema parallelo a quello usa-centrico dell’FMI.

La NDB sarà dotata inizialmente di un capitale di 100 miliardi di dollari che potranno essere utilizzati dai paesi membri per affrontare temporanei squilibri monetari. La presidenza dell’istituto sarà a rotazione ed è normale attendersi che la valuta di riferimento sarà lo yuan cinese.

A livello operativo sarà necessario capire i rapporti e le competenze tra la nuova grande banca e le banche d’investimento cinesi e brasiliana, una volta coordinate le operatività la NDB potrebbe essere solo il primo passo verso la creazione di un Fondo Monetario Emergenti.

Per il momento la nuova iniziativa sembra essere una carta pesante giocata sul tavolo della trattativa tra USA e Cina per regolamentare su nuove basi i rapporti tra dollaro e yuan, vedremo quale sarà la contromossa.

 

 

 

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